PIOBBICO

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                              PIOBBICO FRAZIONE DEL COMUNE DI SARNANO (MC) 

Piobbico, frazione del comune di Sarnano, si trova a sei chilometri dal capoluogo, sulla Strada Provinciale n. 120 che sale verso Sassotetto. La frazione, incrociando la Strada Provinciale, si sviluppa a mezza costa, per circa 800 metri, ai piedi del versante est di Monte Sassotetto. In tutta la sua lunghezza, ad iniziare dalla sinistra guardando la foto panoramica si distinguono le seguenti aree: “l ‘nghetto”, “le cascinelle”, “Sant’And”, “l de’ Ciocca”, “su i piattelli”, “l ‘lloanne”, “su i Mariotti” (con la o chiusa). Per la sua favorevole configurazione geografica, posta a 750 metri sul livello del mare, all’aurora possibile scorgere la gobba del disco rosso del sole nascente, che fa capolino in distanza tra le sinuose colline prospicienti il mare. Subito il paese si illumina ed il tepore mattutino inonda le bianche facciate delle case. Sorge un nuovo giorno e dalla sottostante vallata del Tennacola la monumentale Abbadia testimonia, da secoli, il ripetersi dello straordinario miracolo mattutino. Intorno agli anni quaranta Piobbico contava circa cinquanta famiglie con oltre duecentocinquanta anime. Era in esercizio uno spaccio di alimentari con anche sale e tabacchi ed erano  aperte due osterie dove gli uomini si ritrovavano per il gioco delle carte e della morra, con il contorno della “passatella”. Le scuole elementari, recentemente vendute all’asta ad un privato, accoglievano oltre ai ragazzi di Piobbico, anche quelli delle vicine frazioni di Stinco, Coldipastene, Giampereto  e le Cese. Negli anni a seguire lo spaccio con sale e tabacchi veniva trasformato a ristorante  “da Otello”. Negli anni ’30 – ’40 ogni mattina Piobbico offriva uno spettacolo frenetico. La strada che attraversa in lungo tutto l’abitato, si trasformava in una affollata passerella. Cigolavano presto le ruote dei carri avviati per tempo verso i lavori dei campi. Per la via si incolonnavano gruppetti di persone con attrezzi sulle spalle ed asini portati alla “cavezza”. Piccoli greggi si accingevano a raggiungere i pascoli del giorno. Le case si svuotavano e la campagna si popolava di gente e di bestiame. C’era il terreno da zappare, sementa da seminare, fieno da falciare, grano da mietere, viti e piante da frutto da curare. Dopo la seconda guerra mondiale si per avviata una massiccia e continua emigrazione alla scoperta di una vita migliore che l’avarizia                       della terra dei nostri progenitori non avrebbe mai potuto garantire. Per questo partimmo in molti da Piobbico. Figli di incalliti agricoltori, ci avviammo alla pari verso traguardi diversi: il giovane operaio con il miraggio delle complesse fabbriche e di un congruo salario; l’apprendista artigiano per un mestiere di tutto  rispetto e dal profitto sicuro; L’aspirante commerciante allettato da facili guadagni nelle grandi citt; gli aspiranti carabinieri, poliziotti, finanzieri, militari di carriera, tutti protesi alla ricerca di un migliore tenore di vita, con la garanzia  di uno stipendio sicuro. Abbiamo       trovato altrove un sistema di vivere sicuramente migliore, ma non abbiamo certamente dimenticato le nostre origini e la nostra terra. Nel partire avevamo in cuore la certezza di tornare ed infatti siamo tornati. Oggi, 2012, Piobbico un piccolo villaggio residenziale. Su dodici nuclei famigliari rimasti si contano solo trenta persone, delle quali solo due sotto i diciotto anni. Non ci sono pi le osterie, sono stati chiusi spaccio e ristorante. I terreni sono tutti incolti e nei campi regna un silenzio assoluto. Non ci sono pi mucche ed asini nelle stalle, ne pecore da pascolare. Non c’ pi fieno da tagliare ne grano da mietere. E’ rimasto un solo allevatore di bovini, ma …con metodi totalmente diversi da quelli di un tempo! Dopo pi di mezzo secolo Piobbico si trasformata. Le sue abitazioni, un tempo fatiscenti, durante la stagione estiva si ripopolano. Sono state quasi tutte ristrutturate ed ammodernate. Ogni casa ha preso un aspetto dignitoso, gradevole, segno di ordine e di pulizia. E’ stato riordinato e rivalutato il Monumento eretto negli anni venti per onorare i Caduti. Si concretizzata una vera trasformazione dell’ambiente in sintonia con le esigenze dei tempi moderni. Oggi anche i nostri figli vogliono godere, con i loro figli, la quiete lasciata dai loro nonni. Un significativo segno di riscoperta e di attaccamento ai luoghi di origine delle nostre famiglie.                 Top

 

 

 

 

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