Febbraio 2007        Colleghiamoci             Giornalino mensile               Frazione - Coldipastine

Il Vento a Coldipastine

Certo non ci si può meravigliare se a Coldipastine tira vento ed anche forte ma questa volta vale la pena di raccontare tutta la storia. Il giorno 19 di gennaio sono arrivato a Coldipastine sapendo già che in precedenza c'era stato un forte vento. Appena oltrepassato l'arco uno spettacolo preoccupante, in mezzo alla strada pezzi di coppi, pietre e brandelli di una persiana, provenienti dalla finestra della casa di Franco G. La strada invece senza più breccia sembrava fosse stata pulita con un aspiratore. Continuo a camminare, la capanna di fronte casa di B. Gianni completamente aperta e sull'entrata un ammasso di legni a pezzi. Ho continuato ad osservare e ormai i pezzi di coppi non li guardavo più, infatti subito dopo l'angolo della capanna di Gianni vedo le mura del forno completamente a terra, alcuni mattoni si trovavano anche a qualche metro di distanza dal forno stesso. Raccolgo qualche mattone dalla strada e poi continuo a camminare verso il prato. Davanti casa di Nella vedo un po’ di confusione, un tavolo di traverso, pezzi di lampione provenienti dalla casa di Roberto, una bombola di gas giù verso la strada, oltre la capanna dei Giannini. Il tavolo era incastrato tra il muro della casa e i muretti di cinta bassi. Ho sistemato i pezzi dei due lampioni proprio dietro quell'angolo protetto anche dal tavolo che si era incastrato tra il muro della casa e i muretti di cinta bassi. Stavo continuando a sistemare altre cose quando sento la voce di mia moglie che mi chiamava con preoccupazione e mi informava che in casa non c'era acqua. Mentre andavo verso casa ho pensato alla siccità che c'era stata per lungo tempo e per istinto sono andato a vedere alla fontana. Nemmeno una goccia scendeva dalla cannella, tutte le vasche asciutte secche. Ho pensato che la fontana poteva essere stata chiusa dal personale del Comune a causa della siccità. In casa lo spettacolo era lo stesso, nemmeno una goccia da nessun rubinetto. A questo punto non c'era altro da fare che procurarsi un po’ di acqua. Ho preso alcuni recipienti di plastica e qualche bottiglia e sono andato alla fontana dei Brilli. Al ritorno ho fatto un po’ di telefonate per informare il personale del comune ed avere assicurazione di un loro intervento e allo stesso tempo informare Gianni e Roberto dei danni subiti. Ma la serata di quel venerdì non era ancora finita, anzi per Umberto ed il suo amico iniziava poiché erano appena arrivati.

"Ero qui l'altra settimana e non ho avuto nessun problema" diceva Umberto. Poi messo al corrente di tutto Umberto ha telefonato ai suoi genitori e poco dopo è andato a Sarnano.

Il giorno successivo di buon ora e armati di tanta volontà, io, Amedeo G. accorso subito dopo essere stato informato da Umberto, Umberto stesso ed il suo amico, siamo andati a vedere dove si trova il serbatoio per constatare se si vedeva qualche perdita. Constatato che era tutto secco asciutto siamo saliti su verso la sorgente con la speranza di poter vedere se veniva acqua. La porta della sorgente era ben chiusa ma dall'esterno si poteva sentire chiaramente il rumore dell'acqua. A quel punto non ci restava che aspettare l'autobotte del Comune. Sono arrivati nella mattinata ed hanno svuotato 50 quintali di acqua sulla sorgente della Croce e poi ci hanno informato che per un bel po’ di tempo potevamo stare tranquilli. Ma io tanto tranquillo non lo ero e quindi ho deciso di riempire subito altri recipienti e poi sono sceso a Sarnano. Quando sono tornato nel pomeriggio, Amedeo, che anche lui era stato fuori per tutto il giorno, mi informava che l'acqua era finita, non veniva che qualche goccia. "Ce l'hai il numero di tuo cognato"? Mi chiede Amedeo, "certo", rispondo io, "ora vado su in casa e lo chiamo". Nello stesso istante che io parlavo con mio cognato, Amedeo trova sulla sua agenda un numero di cellulare con scritto il nome di Pietro. Decide di chiamare anche lui ma a rispondere è una donna, la moglie del Sindaco, così pensando di aver sbagliato numero si scusa saluta e chiude la telefonata. Nel dubbio dell'errore del numero riprova a chiamare e per la seconda volta risponde la stessa persona che comunque ascoltando il motivo della telefonata, come ulteriori scuse da parte di Amedeo, decide di passargli il Sindaco, il quale, dopo aver anche lui sentito le ragioni della telefonata di Amedeo, telefonava subito a Pietro sul cellulare ma Pietro stava parlando con me al telefono fisso, mi saluta con fretta assicurandomi che avrebbe provveduto con Nunzio per il giorno successivo. Il giorno dopo Pietro ci ha raccontato della telefonata molto sbrigativa ricevuta da parte del Sindaco: "Chiama Nunzio, domani mattina dovete portare una botte d'acqua a Coldipastine". La Domenica mattina ho fatto ancora un giro per tutto il colle per vedere se c'era evidenza di qualche perdita d'acqua. Mentre tornavo verso casa ho notato l'autobotte del Comune vicino alla sorgente che faceva manovra per scaricare altra acqua. Ho deciso cosi di andare nelle vicinanze del serbatoio per vedere se c'era evidenza di perdite di acqua. Amedeo in quel momento stava tornando da Sarnano così insieme siamo andati sul luogo del serbatoio e qui dopo aver controllato in diverse direzioni ci siamo accorti che da un punto, ai lati della strada fuoriusciva uno zampillo di acqua sostanzioso. Abbiamo informato telefonicamente Pietro e Nunzio i quali ormai avevano finito di svuotare la botte nella sorgente. I due comunque sono venuti subito a vedere la perdita e vedendo che proveniva da un tubo del tratto della sorgente più vecchia, quella della costa, è stato sufficiente chiudere un rubinetto per evitare ulteriori perdite di acqua. Anche questa volta Pietro ci ha assicurato che per un po di tempo non avremmo avuto problemi poiché l'acqua che avevano versato sulla sorgente era più che sufficiente per almeno una settimana. Inoltre ci ha assicurato che quanto prima avrebbero provveduto alla riparazione del guasto. 

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