Il Carretto "Lu Carrittu"

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Risalire alle origine di questo gioco, cosi come praticato nella nostra frazione in termini di regole e tecniche di costruzione del mezzo, e' veramente complicato. Il mezzo era costruito, nella sua struttura portante, con un ramo di albero a forma di forcella o tagliato a metà  per un tratto  e dilatando le estremità, cosi come mostrato in figura 1.  Gli assi, le ruote, il punto di appoggio per sedersi, erano tutti in legno. Bastavano pochi chiodi per il fissaggio delle tavole e dell'asse posteriore, mentre per quello anteriore necessitava una vite passante posizionata all'estremità della struttura portante e la parte centrale dell'asse stesso. Le ruote, poste  alle estremità dei rispettivi assi, erano tenute da piccoli fermi metallici. Con una corda, opportunamente legata sull'asse anteriore si praticava lo sterzo e talvolta con un bastone imperniato sulla struttura portante, in prossimità del posto di guida, si praticava il freno. Le  parti più complesse erano proprio le ruote, poiché dovevano essere quanto più perfette nella loro forma circolare e ancor più, robuste e prive di nodi.   Per questo gioco di altri tempi, nella nostra frazione non esistevano regole precise ne dal punto di vista delle tecniche di costruzione ne per ciò che riguarda quelle relative alle gare che praticavamo lungo la strada all'interno della frazione ma ancor di più nel tratto in discesa verso la fontana. A turno ci posizionavamo alla guida e gli altri spingevano per dare il via per poi salire in corsa poggiando i piedi sull'asse posteriore e le mani sulla schiena di chi guidava. La corsa era breve ma divertente. La fase peggiore era nel riportare il carretto a mano sul punto di partenza ed anche le cadute che sul fondo stradale di sassi e breccia provocavano sbucciature alle gambe e sulle ginocchia, in modo particolare.