·          Il gioco con lu scarcavòttu; Il gioco con la cerbottana; Un pezzo di ramo di sambuco di circa 20 cm di lunghezza completamente svuotato all'interno, due palline formate con la stoppa bagnata con acqua o saliva, servivano da pallottole che,  per mezzo di un bastoncino di legno, venivano inserite e pressate all'interno del sambuco.

Si posizionava la prima pallottola il più vicino possibile alla estremità della canna di sambuco. Ciò si otteneva con facilità se si costruiva il bastoncino più corto della canna, quel tanto che bastava per non far uscire la pallina di stoppa. Si posizionava la seconda pallina e si spingeva con il bastoncino finché la prima posizionata non veniva spinta fuori dall'aria pressata tra le due palline.

·          Il gioco a lippa; "nippu"

Anche questo è un giocattolo di legno e molto semplice da costruire. Ogn' uno se lo costruiva da solo, bastava avere un legno giusto ed un coltello ben arrotato.  Il bastone doveva avere una lunghezza di 50 o 60 centimetri ed il diametro di circa  4 cm mentre l'altra, la lippa, era lunga da 10 a 12 centimetri e diametro di 3 cm. La lippa doveva avere le estremità a punta, una specie di fuso. Colpendo con il bastone su una punta della lippa, questa si sollevava da terra quel tanto che bastava per poi colpirla di nuovo al volo, e questa era l'abilità richiesta, con precisione e forza allo stesso tempo, tale che l'oggetto potesse andare il più lontano possibile ed in un luogo dove poteva essere semplice continuare a colpire fino a raggiungere il punto, di solito una piazzola ricavata con la terra. Vinceva colui che per primo, a parità di colpi, raggiungeva il punto prefissato.   Questa una delle regole applicate anche se spesso si cambiava  improvvisando altre regole. Talvolta infatti si praticava il gioco con la presa al volo della lippa, cioè il colpitore lanciava la lippa e l'avversario, posizionato ad una ventina di metri,   doveva prenderla con le mani prima che toccasse terra

 

La corsa tradizionale, il più classico dei giochi, quello che talvolta iniziava per caso, con una semplice spinta, uno scherzo, un dispetto al compagno e la successiva fuga, la rincorsa dell'altro. Altre volte invece ci si organizzava proprio per praticare una sfida, si dichiarava un percorso con la semplice forma "uno-due-tre-via", si partiva tutti insieme.  Il tratto da percorrere era quasi sempre lo stesso: dallo spigolo di casa di  Ivano G. si doveva arrivare fino all'arco. Difficilmente si copriva il percorso senza interruzioni da parte di qualche anziano oppure di animale che si metteva paura. Questo in generale ma in particolare posso raccontare un episodio veramente curioso. Avevamo organizzato la corsa e con grande soddisfazione io e Quinto ci stavamo contendendo la vittoria e proprio in prossimità dell'arco stava transitando un asino carico di legna, la bestia dalla paura si è girata su se stessa per tornare verso l'arco, nel movimento urtava con il carico da un lato dell'arco, dietro di lui il padrone dell'asino riusciva ad evitare l'urto poggiandosi con le spalle sulla estremità opposta cacciando un urlo ed imprecando contro di noi e successivamente anche contro il proprio asino. Noi dalla paura abbiamo fatto dietro front continuando più di prima a correre senza un determinato traguardo. Ci siamo nascosti per seguire incuriositi e divertiti tutte le fasi successive. Abbiamo visto l'asino che  dopo un tratto di corsa  nella direzione da cui proveniva, prima del dietro front, si è fermato poiché il carico di legna si era allentato dalla stretta delle corde e si era posizionato da un lato della pancia. Le imprecazioni e le bestemmie urlate dal padrone dell'asino sono state proprio tante ma noi potevamo solo sentirle ma non ascoltarle poiché ridevamo tutti insieme divertiti con le mani davanti alla bocca per evitare di essere sentiti e scoperti.

La sera però, quando siamo rientrati in casa, ciascuno di noi ha dovuto subire l'immancabile   ramanzina considerata non utile ma indispensabile dai nostri genitori.  

 

 

 

Lippa (scianco)

Antico gioco popolare molto praticato nel veronese. Si giocava a squadre, formate da quattro giocatori in un luogo che doveva essere grande e all’aperto. Gli oggetti necessari erano el manego, un pezzo di legno lungo 30-40 centimetri, un altro più piccolo (10 cm.), con due estremità appuntite, chiamato lippa . Nel campo era posto un sasso, mare, attorno al quale veniva tracciato un cerchio. Ad oltre cinque passi da quello, si disponeva la squadra avversaria. Il battitore, accanto alla mare, colpiva la lippa, dopo aver battuto sul sasso e detto “scìanco…” insieme al numero di punti ottenuto dalla propria squadra.                                                              Dopo tre tentativi sbagliati o se la lippa veniva presa al volo si era eliminati, altrimenti dopo che la lippa era caduta a terra, un giocatore avversario doveva lanciarla con la mano cercando di colpire la mare.                        Se ciò riusciva, il battitore veniva eliminato. In caso contrario egli aveva tre  tentativi per alzare con el manego  la lippa e lanciarla lontano. A questo punto il battitore doveva indovinare la distanza tra la lippa e la mare, in base al numero di maneghi.  Se la squadra avversaria accettava la distanza proposta, quelli diventano i punti ottenuti. In caso contrario si passava al conteggio con la possibile eliminazione del battitore o il raddoppio dei suoi punti.                                             Vinceva la squadra che al termine della partita otteneva il punteggio più alto.

 

1. Il giocatore colloca la lippa sulla base di legno; colpisce la lippa con il bastone sulla parte rastremata per farla alzare in aria; con un secondo colpo al volo ribatte la lippa cercando di farla andare il più lontano possibile.
2. Il campo di gioco, generalmente un prato, deve essere lungo almeno 100 metri e largo circa metri 50 entro il cui spazio deve ricadere la lippa.

Esistono due sistemi di gioco:

A) Lippa con solo battuta:
il giocatore dopo aver battuto la lippa misura la distanza raggiunta dalla base al punto di arrivo con lo stesso bastone di battuta (cm 50); tante misure intere tanti punti: il numero di battute a disposizione del giocatore varia secondo le varianti locali, ma è sempre dichiarato all'inizio di gara generalmente sono 10 battute nelle gare di singolo e 5 per ogni giocatore in caso di gare a squadra.
La somma delle "misure" guadagnate nelle varie battute valide costituisce il punteggio totale del giocatore o della squadra; vince che acquisisce maggiori punti.

B) Lippa battuta con avversari alla "presa":
dopo che il giocatore ha battuto la lippa, l'avversario ( o tutti i componenti la squadra avversaria) cerca di arrestare la lippa, prima che tocchi terra, con le mani o più sovente con cappelli o straccio o palette di legno. Se l'avversario riesce a prendere la lippa '•brucia1' la battuta al giocatore riducendo cosi il numero dei tiri validi; se invece la lippa tocca terra, la battuta è valida e si misura.
Della versione B) esiste anche una variante molto interessante detta "con rilancio o servizio" tipica della zona piemontese. Le regole sono perfettamente simili al gioco dello Tsan alle quali si fa rinvio.

MATERIALE

mazza - bastone cilindrico di legno lungo cm 50 e cm 13 di circonferenza
lippa - bastoncello di legno a forma di fuso lungo cm 18 dei quali, cm 4 in ambo i lati a forma di cono e circonferenza di cm 10
base - tavolozza rettangolare di cm 50 x 30.

 

 

Cos'è
La lippa è un gioco abbastanza moderno, in quanto dalle ricerche effettuate (in particolare in un quadro molto famoso dipinto nel 1500 da Brueghel non vi appare a differenza di 54 altri giochi dell'epoca.
E' un gioco universale poiché praticato dai bambini di tutta Europa: come tutti i giochi da strada sono estremamente semplici da realizzare ma, come altri degli anni 50 piuttosto pericolosi. Com'è la lippa? è' formata da due pezzi di legno (ricavati preferibilmente dal manico di un badile ma anche da quello di una scopa.
Si tagliano due pezzi, uno forma la mazza (lunghezza 50 cm.) ed uno, la lippa, di solo 10 cm. ben appuntito da entrambi i lati.

 

Regolamento

Il gioco consiste nel colpire la punta (con il pezzo a terra) e colpirlo nuovamente al volo cercando di lanciarlo più lontano possibile. In genere si sceglieva una strada non molto trafficata ed i monelli dovevano mandarla più lontano possibile dopo 5 o 10 colpi. Ovviamente come tutti i giochi hanno molte varianti, la più simpatica è quello del cappello: si giocava in due, il secondo monello si piazzava a circa 20 mt. e cercava di raccogliere la lippa al volo fermandosi però entro 3 passi dalla presa.
Un altro modo molto diffuso è quello di tracciare 3 grandi cerchi (10 mt. diametro) distanti fra di loro 30 mt. Il lanciatore doveva mandare la lippa nel centro sperando che il difensore avversario piazzato al centro di esso non riuscisse a rilanciarla in quello di partenza.
In tal caso il lanciatore era eliminato. Vinceva chi riusciva a completare indenne il tracciato completo.

 

Gli accademici della lippa:
il presidio della lippa si trova a Mede Lomellina (Pv) dove la Pro Loco diretta dal Sig. Boccalari organizza da anni la più importante gara che si svolge in Italia (oltre 100 partecipanti). Anche a Segusino (BL) a ferragosto si organizza una gara di maz e pindol nell'ambito del palio dei quartieri.