Filetto (con le noci) 

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Materiale occorrente: Un buon quantitativo di noci per ogni concorrente (almeno 10);

Numero dei concorrente: Minimo 2;

Si praticava all'aperto sui mattonati delle aie o in mezzo alla strada, nel periodo subito dopo la raccolta delle noci.

Si decideva il numero delle noci da mettere in palio per ciascun giocatore, la distanza da cui tirare e la disposizione. Si poteva giocare disponendo le noci in senso orizzontale oppure in senso verticale, distanziando sempre una noce dell'altra di uno spazio prossimo alla grandezza di una noce. Ciò serviva per evitare che nel colpire una noce la stessa facesse cadere altre noci disposte in prossimità. Nel caso della disposizione orizzontale, la fila era divisa in due tronconi di ugual numero di noci, quello di destra e quello di sinistra rispetto ad un punto centrale occupato da una noce che restava la prescelta. Questa noce, nominata gallo, "lu gallu" non era in palio, il proprietario di detta noce se la riprendeva al termine del gioco. Giocavamo misurando la nostra capacità di colpire mirando un punto specifico. Un gioco semplice per il quale però necessitava avere il senso della misura della distanza, e dosare la forza secondo  il peso dell'oggetto che veniva lanciato. La tecnica usata era personale ed istintiva, ciascuno poteva essere l'istruttore dell'altro poiché osservando i movimenti si cercava di imitarli aggiungendo talvolta anche delle proprie particolarità che subito venivano copiate e magari superate. Chi colpiva il gallo si prendeva tutte le novi. Se invece un giocatore colpiva una noce nella parte destra o in quella sinistra si prendeva tutte le noci da quel punto fino alla relativa estremità. La noce lanciata per colpire, in dialetto,  si chiamava "lu pellente". Nel caso in cui le noci erano posizionate in senso verticale, il gallo era disposto per primo, punto più lontano dalla posizione del giocatore. Chi colpiva il gallo si prendeva tutte le noci se invece si colpiva una noce in un punto qualunque della fila si prendeva tutte le noci che precedevano quella colpita. Si giocava fino ad esaurimento di tutte le noci della fila per poi riprendere posizionando altre noci. Se qualcuno rimaneva senza noci si ricorreva alla richiesta di prestito a chi ne aveva accumulato di più. Ciò permetteva di continuare e magari la fortuna poi premiava in modo più distribuito per cui in fine nessuno tornava a casa senza noci. Ricordo che tra noi il più bravo era  Ivano G., lui tornava a casa sempre con un numero di noci maggiore rispetto a tutti.