La Chiesa - Coldipastine nuovo

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La Storia
LA CHIESA
L'avvenimento storico più recente, avvenuto a Coldipastine, è senz'altro l'edificazione della Chiesa di Santa Maria in Via. Un'idea fatta realizzare da Don Ivo Gentili nato a Coldipastine nell'anno 1925. La sua abitazione e' quella contrassegnata dal numero civico 480B e la finestra della sua camera e' situata proprio frontalmente alla sua Chiesa. Il destino avverso ha voluto segnare questo evento con la scomparsa prematura di Don Ivo proprio pochi mesi prima della inaugurazione della Chiesa avvenuta il 15 agosto del
1984. Dal punto di vista architettonico, la Chiesa, si presta a differenti e discordanti pareri. Alcune testimonianze, raccontate anche dalla stampa locale, narravano di non poche discussioni tra lo stesso Don Ivo e l'architetto durante la fase di progettazione e costruzione della Chiesa.  Il mondo tradizionale, difronte ai nuovi simboli qui espressi, fa molta fatica a coglierne il significato artistico, specialmente per il contrasto estetico con le strutture del paese. La costruzione, come potete vedere nella immagine a sinistra, poggia
su una roccia precedentemente modellata. Le pareti in vetro permettono ai fedeli, raccolti sulle gradinate dall'alto verso il basso, di spaziare con lo sguardo verso il mondo esterno. L'altare si trova nella parte più bassa e più stretta della struttura. Il tetto di copertura in cemento armato è qua e la interrotto da cupole trasparenti, disposte a formare una croce, che permettono la penetrazione della luce sull'altare e sui fedeli. Il nome, Santa Maria in Via di Coldipastine, è pieno di  signific ati    suggestivi.     Il desiderio e la speranza che la
Madonna potesse benedire il percorso di quanti passando per questa via sono poi andati a vivere in svariati posti del mondo. All'esterno della Chiesa, una trave in ferro sulla quale è stata ricavata una croce, simboleggia l'uomo che porta dentro di se la croce e la fede in Cristo. Su un giornale del 15-agosto-1984 , in occasione della benedizione di questa Chiesa si legge che, in precedenza, gli abitanti di Coldipastine consideravano la loro Chiesa quella di Sant'Eusebio situata in frazione Brilli. Tale Chiesa nel 1059 venne donata dal vescovo Ugo di Camerino all'abazia di Piobbico con la facoltà di demolirla e di utilizzarne il materiale contenuto.E seppure i monaci lo fecero, altre mani hanno provveduto alla ricostruzione.Dal documento  trovato nell'archivio di Sarnano al numero 81 alla voce "chiese scomparse" risulta che nell'anno 1562, circa 500 anni dopo la presunta demolizione, a Pastine è stato trovato il Santo Eusebio "Santo Sedio".
Evidentemente, dopo questo ritrovamento,  la Chiesa fu ricostruita. Quella che vedete qui in alto a destra è l'attuale Chiesa di Sant'Eusebio ristrutturata verso la fine del ventesimo secolo. Non essendo state trovate altre testimonianze scritte su questo luogo, vale la pena citare i ricordi raccolti frugando nella memoria dei meno recenti ancor oggi tra noi. Questi ricordi possono coprire uno spazio temporale di circa cinquanta anni del secolo scorso. La struttura della Chiesa, una piccola costruzione in pietre e mattoni, disposta su un pendio con l'ingresso, nella parte più bassa, verso Sarnano. Sopra il tetto spiovente, sulla parte posteriore
 sinistra, il piccolo campanile che sorreggeva una campana fissata su un supporto in legno e un   braccio trasversale su cui era legata una fune che calava verso l'interno della Chiesa. Il parte posteriore suono della
piccola campana, leggero e penetrante, era inconfondibile per le orecchie degli abitanti di Forca, Brilli e Coldipastine. Erano queste le tre frazioni che curavano ogni cosa per la festa del Santo che veniva celebrata l'ultima Domenica del mese di Agosto.
A turno ogni anno venivano elette due persone, che rappresentavano due famiglie, per organizzare la festa, abbellire la Chiesa, preparare i giochi della corsa con il sacco, il tiro della ruzzola, la rottura delle pigne, la "tomboletta" e i fuochi artificiali. Tra i giochi che venivano organizzati spontaneamente, tra gli amici e conoscenti, quelli che primeggiavano erano il gioco della morra  e la briscola. Al termine della sfida, chi perdeva pagava da bere. Si giocavano il vino o la birra ma la consumazione avveniva con la partecipazione anche degli spettatori che collaboravano con "lu sòrdu"   per fare la "passatella" ed arricchire il quantitativo delle bibite  per poi consumarlo secondo il volere del fortunato vincitore della stessa.  Alcuni ricordano che in occasione di questa festa si faceva anche la fiera cioé si vendeva e acquistava bestiame. Si racconta inoltre che quelli che tornavano dopo essere stati per lungo tempo a lavorare in terre lontane come America,  Argentina ecc. ecc, usavano portare  o fare  doni per la Chiesa.
Recentemente la Chiesa, pur mantenendo le piccole dimensioni,  è stata ristrutturata e ogni Domenica, alle ore 12,  si celebra la Santa Messa alla presenza di numerosi fedeli.   Quella che vedete a sinistra è la parte posteriore della piccola Chiesa di S. Eusebio dove al posto di una piccola finestra sono state ricavate  tre fessure  con vetro a formare una croce.



Alberto Tardella
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