PACIOTTA

 

  Introduzione

  Storia

  Un fatto recente

  La Demolizione

  Home

 

paciotta.jpeg (31464 byte)

 

 

 

 

 

                                                    

 

 

Introduzione

Quanto di seguito riportato pu˛ essere modificato o anche solo arricchito di nozioni da chiunque ritiene di avere informazioni ulteriori o differenti.  Il luogo, come si pu˛ vedere dalla foto sopra riportata, oggi Ŕ abbastanza accattivante, mentre qualche decennio fa Ŕ stato oggetto di innumerevoli dicerie per diffondere paure specialmente ai pi¨ piccoli. Il motivo forse va attribuito alla volontÓ di ogni genitore ad evitare che il proprio figlio o altri si addentrasse nel luogo poichÚ denso di pericoli. Pavimentazione fatiscente con tavole spaccate o posizionate in modo discontinuo. 

Una porta di ingresso con cardini allentati sul muro, tenuta chiusa con una corda ed un legno di traverso. Subito dopo i due gradini, aprendo la porta ci si trovava difronte ad un vuoto di circa 60 cm, si doveva allungare la gamba per scavalcare, ma subito dopo la tavola su cui si doveva poggiare il piede era libera di muoversi e dondolante per la sua forma convessa sia in senso longitudinale che in senso trasversale.

Non s˛ dire di pi¨ poichÚ non mi sono mai addentrato oltre la soglia e quello che ho descritto l'ho soltanto osservato da quel punto. La mia paura, e quella dei miei compagni in tenera etÓ, non era rappresentata dagli ostacoli materiali, anzi quelli erano uno stimolo, ma dai racconti che ciascuno di noi aveva ascoltato.

Il luogo dicevano che era stato abitato da un uomo molto cattivo, uno che talvolta veniva descritto come un mago, altre volte come un illusionista, ma sempre come un cattivo di nome "MassÓ".

<<top
 

 

 

 

 

 

Storia

Il nome "Paciotta" che noi attribuiamo al luogo, al fabbricato, alla casa, forse a quel tempo era una sorta di villa, la prima struttura solida, costruita in pietra. Parliamo probabilmente di circa 500 anni fa. Qui si dice che viveva MassÓ', il mago, l'uomo che doveva incutere timore. Probabilmente era un uomo che aveva delle ricchezze e che comunque era appassionato di cavalli, anzi li allevava. I suoi cavalli pascolavano liberi nelle terre vicine ma talvolta si allontanavano troppo. Fu cosi che un giorno si allontanarono fino a raggiungere quello che oggi e' il campo sportivo vecchio di Sarnano. A quel tempo era un terreno posseduto da una famiglia di ricconi. Un terreno molto comodo sul quale si alternavano raccolti di diversa natura. quell'anno era stato coltivato per la raccolta del granturco ed i cavalli di Massa' ne consumarono tutto il contenuto in una notte.

Non ci volle molto al proprietario individuare la provenienza di tale danno e senza mezzi termini accus˛   MassÓ' chiedendo il rimborso del danno in termini di moneta sonante. Si dice che MassÓ non si scompose minimamente ma prima di effettuare il rimborso volle chiedere la possibilitÓ di visionare il danno per effettuare una sua valutazione. L'appuntamento per tale visione era fissato per il giorno successivo di mattina presto, all'alba si dissero.

Quando i due,  si incontrarono ai bordi del terreno,  MassÓ chiese al signorone di Sarnano di mostrargli il danno ma questi guardava in tutte le direzioni stupito, tutto davanti a lui si presentava senza danni, il terreno completamente pieno di piante di granturco alte e fertili. MassÓ insisteva nel voler vedere ma al povero, si fa per dire, riccone, non rimaneva che scusarsi per aver accusato lui e i suoi cavalli. Le scuse in privato non bastarono a MassÓ il quale, non  volle nulla in termini monetari, ma volle che le scuse fossero fatte in modo ufficiale per iscritto e portate a conoscenza di tutto il paese.  Si dice che dopo questo fatto ci siano stati altri danni simili causati probabilmente dai cavalli di MassÓ ma pi¨ nessuno os˛ farne reclamo diretto. 

<<top

 

 

 

Un fatto recente

Io non s˛ dire con precisione l'anno, in merito a questo evento accaduto di recente, approssimativamente lo si pu˛ collocare agli inizi del decennio del 1990. Era il mese di Agosto e Paolo, figlio di Peppe di Macerata che aveva preso casa in affitto a Coldipastine, era con un amico e stavano facendo un giro lungo la frazione per ammirarne le qualitÓ. Insieme a loro c'era anche mio fratello Amedeo. Giunti davanti all'ingresso di paciotta il tizio si ferm˛ dicendo di sentire qualcosa. Mio fratello pens˛ subito ad un lamento un grido di qualcuno, ma questo ripeteva ancora, io sento qualcosa dietro questa casa, si pu˛ andare a vedere? Certamente, risposero Paolo e mio fratello Amedeo. Giunti dalla parte opposta, il tizio guardava in alto sulla parete poi improvvisamente, indicando con un dito teso disse: li in quella pietra, li sotto sento che c'e qualcosa. Sicuramente questo ragazzo era un sensitivo e diceva appunto di avvertire un segnale proveniente da quel punto. Naturalmente ne Paolo ne mio fratello ebbero ad incoraggiarlo, e presi da un po di stupore continuarono la loro passeggiata e non ne parlarono pi¨. Mio fratello per˛ mi raccont˛ l'accaduto subito dopo e insieme andammo a vedere quel punto, quella pietra indicata dal sensitivo. LÓ' c'e qualcosa ripeteva mio fratello come se in quel momento anche lui avvertisse un segnale. Ma che stai dicendo? Non crederai mica a queste stupidaggini? Dissi io con tutta sicurezza. E lui con il suo dubbio ancora in mente mi liquid˛ dicendo: a certo, certo che no. Ci allontanammo in silenzio e nessuno ne parl˛ pi¨ per lungo tempo. Da allora per˛,   mio fratello, ogni volta che andava a Coldipastine, la prima cosa che faceva, andava a vedere se quella pietra era stata rimossa da qualcuno e la tentazione di farlo lui era sempre pi¨ forte. Dopo qualche anno, cinque o sei circa, la sorpresa, la pietra era stata rimossa e nessuno sa dire da chi. Sotto quella pietra nessun segno ma solo uno spazio perfettamente piatto e pulito.

La mia convinzione, pur essendo pentito di non aver curiosato, che sotto quella pietra non c'era nulla.  Chi sÓ di pi¨, in merito a questo racconto, Ŕ  pregato di raccontare la propria versione e possibilmente la veritÓ.               

<<top

 

 

 

La Demolizione

Il giorno due del mese di settembre del 2010 ha avuto inizio la demolizione delle mura, ormai fatiscenti, di tutta l'area di Paciotta. Non sappiamo con certezza quanto tempo ha resistito questa leggendaria struttura, forse qualche centinaio di anni. Analizzando con strumenti adeguati le parti riguardanti le basi della struttura, i materiali utilizzati e la tecnica, si potrebbe risalire con buona approssimazione alla data di origine. Qualche indicazione sulle mura adiacenti: su un mattone Ŕ riportata la scritta "Apilio 1741" , Apilio potrebbe essere un luogo o un cognome, il numero sicuramente ci indica la data di costruzione di quell'edificio. Tra l'altro, questa struttura Ŕ pi¨ recente rispetto a quella di Paciotta.

La storia di Paciotta quindi non Ŕ finita, ora inizia una nuova fase che spero potrÓ essere narrata quanto prima. Per ora possiamo sfogare le nostre emozioni osservando le fotografie contenute nell'album. La prima fotografia risale all'anno 2003, in quel tempo la struttura sembrava potesse resistere ancora per qualche anno. Il declino Ŕ iniziato dopo la grande nevicata del 2005 quando sembrava potesse iniziare una nuova storia per questa area. Una persona venuta da lontano, un ambasciatore, aveva intenzione di acquistare quasi tutta l'area per realizzarci una nuova abitazione. Ci˛ che sia avvenuto in seguito sono cose private che non si conoscono con esattezza e quindi non narrabili. Le altre fotografie che seguono sono state scattate nel corso della demolizione del 2 settembre 2010. 

L'emozione che ho provato nel corso della demolizione non Ŕ facile da trasmettere, in quei giorni nessuno di quelli che sono nati qui a Coldipastine era presente. Il momento pi¨ forte in termini emotivi Ŕ stato quando lo scavatore, con il suo cestello, tra le pietre sollevate ha mostrato un libro di colore nero. Mentre quell'oggetto cadeva a terra, ho esclamato qualcosa che non saprei ripetere e tantomeno descrivere. Quel libro Ŕ quello che si vede nelle foto che ho scattato successivamente. Forse Ŕ un oggetto senza nessun valore ma fa parte della storia e sarÓ conservato.

Osservate le fotografie pi¨ significanti di questo evento.

 

<<top