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La natura scomoda e rocciosa dei terreni intorno a Coldipastine non permetteva certo di impostare una attivitÓ agricola di profitto.  La coltivazione era principalmente una necessitÓ, ci˛ che si riusciva ad ottenere da queste terre serviva principalmente  per il sostentamento della famiglia. Pochi erano i terreni che si potevano coltivare con l'aratro e quindi il lavoro nei campi era principalmente svolto a mano con zappe, vanghe, bidente ecc.ecc.

zappatura_1.bmp (22554 byte)Si coltivava principalmente grano, granturco ed erbe per il foraggio degli animali con opportuna rotazione dei terreni per ottenere una maggiore produzione.

Si coltivavano anche fagioli, piselli e zucchine ma non in grosse quantitÓ.

Per i lavori pi¨ grossi, sia in fase di preparazione del terreno che in quello della semina e quindi del raccolto, si usava procedere con l'aiuto reciproco (raj¨du).  

Questa collaborazione  si sviluppava pi¨ volte nel corso dell'anno, in modo particolare quando si dovevano effettuare quei lavori stagionali come la vendemmia, la mietitura, la trebbiatura, la scartocciata, ecc. ecc.

Tutte quelle attivitÓ in cui necessitava una pi¨ ampia presenza di persone, tutti si sentivano coinvolti, si portava a termine il lavoro di una famiglia e poi si passava a quello di un'altra, senza un preciso susseguirsi programmato, ma con una prioritÓ dettata da tante piccole considerazioni in una logica di non semplice descrizione se non si tenesse conto di quanto fosse importante e comune il valore e la necessitÓ di mantenere sempre vivo quel meccanismo collaborativo.

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Sparsi in ogni parte non mancavano gli alberi da frutta. Nei punti pi¨ esposti al sole si poteva scorgere anche qualche filare di vite ma principalmente le viti venivano fatte crescere a ridosso di piccoli alberi.

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L'utilizzo di questi alberi era necessario per la protezione della vite, e quindi dell'uva, dal vento che spesso soffiava forte nel corso dell'anno. Il lavoro nei campi era svolto principalmente dagli uomini, le donne si occupavano della casa , degli animali come il maiale, le galline, i conigli e spesso anche per la coltivazione di piccoli orti. Non erano molti i prodotti che si coltivavano negli orti ma certamente non mancavano patate, agli e cipolle in quantitÓ sufficiente per il fabbisogno della famiglia.

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Forse tutto ci˛ era anche dovuto dal fatto che nessuno poteva pensare di poter fare a meno dell'aiuto dell'altro tanto era precario il divario tra le disponibilitÓ e le necessitÓ di ciascuno.

Sarebbe straordinario oggi poter sviluppare una tale collaborazione anche in una situazione di misurato benessere generale. Sono comunque fermamente convinto che un cosi profondo sentimento ha lasciato il segno anche in noi poichŔ quando si apprende che qualcuno, originario di questo luogo, ha colto qualche successo si prova un senso di orgogliosa gioia.

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