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Il Bucato


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Dal titolo, per i più giovani,  non è facile capire quale argomento si vuole trattare, ma certamente per coloro che hanno trascorso qualche anno della loro vita a Coldipastine, non può non venire in mente le peripezie, il duro lavoro ed il modo elaborato e del tutto particolare che caratterizzava questa attività casalinga

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Si tratta del lavaggio delle lenzuola o delle tovaglie di casa, in particolare, ma in generale di tutta la biancheria o anche vestiti della famiglia. Per prima cosa è opportuno precisare che fino al 1950 una sola fontana, nella quale normalmente affluiva poca acqua, veniva utilizzata da tutto il paese e non soltanto per tutti gli usi di casa e personali ma anche per abbeverare tutti gli animali. Ciò imponeva a ciascuno una razionalizzazione della quantità da consumare e la necessità di prenotarsi per svolgere attività particolari come il lavaggio delle lenzuola. La prima cosa che veniva svolta nel laborioso processo del bucato era il lavaggio con sapone fatto in casa. Successivamente, la biancheria insaponata veniva sistemata all'interno di un grosso recipiente di legno (la secchia), poi sulla parte superiore veniva sistemato un quantitativo di cenere che ricopriva abbondantemente tutta la biancheria, sopra la cenere veniva versata dell'acqua bollente fino a raggiungere il bordo della secchia. Si lasciava cosi per tutta la notte in modo che il sapone, la cenere e l'acqua bollente agivano sui tessuti come detergenti e ammorbidenti allo stesso tempo. Il giorno successivo, dopo aver tolto l'acqua dalla secchia facendola uscire dal foro situato nella parte più bassa, si proseguiva  con il lavoro più faticoso, bisognava risciacquare tutta la biancheria in acqua pulita.  Ciò spesso  veniva fatto con l'acqua di un ruscello (in dialetto "lu rì") che scorreva costantemente nel corso dell'anno, ma che si trovava distante qualche centinaio di metri dalla frazione.

La strada per raggiungere questo ruscello era molto ripida e con un fondo composto da instabili sassi e pietre.

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Scendere per questo sentiero con una cesta in testa era veramente una impresa ardua. Ancora maggiore era la fatica per risalire il sentiero, con la cesta della biancheria bagnata, posizionata sopra la testa. Se non ci fossero le testimonianze, chiunque avrebbe il diritto di pensare che questo lavoro procurava molta tristezza nell'animo delle donne.

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Non era così, durante il lavoro del risciacquo, con le ginocchia poggiate su una sparra sopra ad una pietra, battendo energicamente la biancheria alternativamente prima nell'acqua e poi sulla pietra, le donne mantenevano alto lo spirito cantando in allegria le canzoni dell'epoca.  Talvolta la voce squillante e appassionata arrivava all'orecchio dell'interessato che, intento a svolgere altri lavori, le deliziose frasi, spesso contribuivano non poco ad alleviare le fatiche della terra.

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