<<<Back                              Il Saltarello

In dialetto si diceva "lu sardaréllu" ed era la danza più ricorrente in tutte le feste, ogni volta che l'occasione ne forniva il pretesto,  in modo particolare a carnevale. Una danza che normalmente veniva eseguita da una coppia per volta poiché ogni coppia aveva una propria caratteristica di ballo e tutti i presenti amavano concentrare la propria attenzione per apprezzarne i graziosi movimenti. La donna teneva le mani  sui fianchi e talvolta, con timida eleganza, sollevava lievemente la gonna.

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L'uomo si avvicinava battendo le mani ed insieme affiancati saltellavano sui piedi al ritmo della melodia facendo dei passi in  avanti e tornando poi sul punto di partenza.

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Talvolta gli uomini, senza distinzione di età, quando la ballerina era particolarmente brava o fisicamente dotata, si alternavano nel ballare con lei. Più frequentemente, per questo ballo così sfrenato,  erano le coppie meno giovani a mettersi in evidenza per agilità e bravura.

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Così puntualmente, a conclusione della mietitura, della trebbiatura o della scartocciatura si aprivano le danze accompagnati dalla musica dell'organetto e dallo scandire del tamburello. Un ballo per il quale occorre avere particolari doti di equilibrio e di movimenti aggraziati e talvolta anche, pieni di significati  maliziosi. Tutto ciò serviva a destare l'attenzione dei presenti che non si facevano certo pregare per arricchire i vari argomenti con frasi piccanti  accompagnate conseguentemente da chiassose risate.   

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