<<<Back                                               La Scartocciatura

Scartocciare "scartoccià" significa togliere, scartare le foglie che ricoprono il torso del granturco. Su alcuni cartocci venivano tolte tutte le foglie, mentre su altri, più belli, si lasciava un ciuffo di foglie necessario per la successiva legatura. Il lavoro della legatura veniva affidato ai più anziani poichè necessitava di particolare attenzione sia per l'aspetto piacevole che doveva presentare il mazzo legato sia per una questione di uniformità di tutti i cartocci nel prendere il sole ed acquisire quel tocco naturale di colore asciutto e benefico sapore .  

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Il granturco non legato si usava per nutrire gli animali, mentre l'altro, di tanto in tanto se ne prelevava un quantitativo per portarlo al mulino e ricavarci la farina per   fare la polenta, pane o dolci.

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Si selezionava tutto, non si buttava nulla: la garza più bella, quella più sana e senza macchie, veniva conservata in luoghi asciutti per poi essere utilizzata per fare materassi per il letto, i torsi essiccati servivano per il fuoco, principalmente per mantenere il calore del camino e risparmiare legna.

Si scartocciava la sera, alla luce di qualche debole lampada elettrica o al carburo, seduti attorno al mucchio delle pannocchie. Un lavoro fatto in comune con l'aiuto reciproco.

I primi ad iniziare erano quelli di casa poi man mano arrivavano gli altri. 

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Si lavorava in allegria e i giovani, approfittando delle coscienti distrazioni dei parenti e genitori, e coperti dalla penombra della luce, si scambiavano frasi ed occhiate di simpatia.

Si arrivava cosi al termine della scartocciatura e la festa continuava con il suonatore dell'urghinittu o della fisarmonica per ballare lu sardarellu, il valzer o altri balli dell'epoca. Poi, quando la padrona di casa, con delicata dolcezza, faceva notare l'ora tarda,  la festa terminava e tutti tornavano alla vita di sempre nelle proprie case conservando più o meno marcatamente   tutte le emozioni vissute nel corso dello svolgimento del lavoro e, ancor più, del divertimento finale.

 

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