SALVATORE PERFETTI         ( di Piobbico)

(Versi lasciati, come impegno d’amore, alla fidanzata  Elia Mariotti  in una licenza durante la prima guerra mondiale)

Ti lascio questo impegno, dolce amore,     che ti conforterà nella mia assenza;        debbo partir da te con gran dolore,             ma pregherai per me l’Alta Potenza           ch’io mi possa mostrar con gran valore.     Per te sarà una grande penitenza,               ma se mantieni quanto hai detto e dici,        al mio ritorno noi sarem felici.

Vedrai che in quel momento benedici        tutto quel tempo che tu mi hai amato;        con qualche tua compagna allor lo dici:       "Il fidanzato mio non mi ha ingannato".     Son già tre anni che siamo infelici,               la patria a me mi tiene separato,                 or credimi sincero, come sono,                     che il tempo passa perché è galantuomo.

Io non son primo, e non scappa di nuovo,   ce ne son tanti del mio paragone,             pene e dolori tanti che ne provo                che un giorno o l’altro perderò polmone;    di dispiaceri tanto mi commuovo,       bisogna fare un cuore da leone,                    o peggio assai, di tigre, oppure d’orso,     bisogna risoluto che mi mostro .

Tu sai dell’allegria non si sa il costo              e la malinconia non vale nulla,             uguale al mio sarà lo stato vostro              che col pensare a me vi si trastulla.                 Non vedi quanto bene io ti dimostro,     vorrei che tutto questo fosse un nulla,    seguita a essere sincera come sei,       cent’anni il nostro amore giurerei.             

Pure sulla mia tomba giurerei,                     di non farmi   venir falso pensiero     dell’amor forte ch’io passato avrei,           ma non esiste al mondo così fiero giudicarlo lo puole solo lei                            a quanto mi ha creduto veritiero,               per conto mio sarò fino alla morte,    sempre sperando nella buona sorte. 

Or qui di scriver chiuderò le porte,                 è giunta l’ora di andarmene via,                 voi le terrete queste rime accorte,   perdonerete l’ignoranza mia;                      vedi l’anima mia si affligge forte         perché la lascio la mia compagnia,          ma di partire sono risoluto,                   lascio l’addio e un florido saluto.

S. P.